Non amavamo trascorrere qualche giorno in giro per la fredda Europa di febbraio, ma volevamo scorgere un po’ di quel tepore debole della primavera, e quindi, quale scelta migliore della Spagna? Tra una ricerca e l altra, l’idea ci sfiorò su Valencia. Non del tutto convinti della bellezza della città e di quello che poteva offrirci decidiamo lo stesso di andare (che importa, tanto l’importante è partire). Valencia non è la regale Madrid o la festaiola e coloratissima Barcellona e spesso è offuscata da ambedue, ma vi garantisco che ha molto da offrire. A noi è piaciuta ribattezzarla la “timida”. Lei sta lì con i suoi tesori e meraviglie, ad aspettare il viaggiatore curioso che per qualche strano motivo decide di visitarla. Molto spesso è legata a meta tradizionale per erasmus e vi garantiamo che molti erano gli studenti incontrati all’aeroporto e per le strade della città. Valencia è una città spaccata in due: da una parte riecheggia il suo grande passato storico e dall’altra imponente è la presenza futuristica delle architetture del suo concittadino Calatrava, con meravigliose opere dalla natura quasi surreale. Non basta un intera settimana per immergersi nel suo mondo, assaporare i suoi cibi e ammirare i suoi palazzi, ma noi vogliamo raccontarvi come sono state le nostre 48ore senza dover rinunciare a molto. Si, perché Valencia può anche essere visitata in un solo weekend.

Prima di Partire

Come sarà il clima valenziano a febbraio? Beh, noi abbiamo beccato nelle canoniche 48 ore, un giorno nuvoloso, e lì il vento picchiava forte, e un giorno quasi di piena estate con temperature di 25°. Altra domanda: fare o non fare la Valencia card? Noi siamo tremendamente negati a fare tutte queste carte turistiche, un po’ per pigrizia, ma ci siamo ricreduti. La Valencia card conviene. Prima di partire l’abbiamo fatta all’aeroporto, alla modica cifra di 20 euro x 48 ore, poi in base a quanto tempo ci starete decidete per quanto tempo farla. Mezzi gratuiti sia bus che metro, come gratuite sono alcune attrazioni, e altre con un buono sconto. Comunque se avete le idee molto chiare su cosa vedere e fare, potete fare tranquillamente due calcoli e vedere se le vostre attrazioni rientrano nella card.

Le nostre 48 ore o poco più.

Arrivati nel pomeriggio, il modo migliore per arrivare in centro è prendere la metro. Nuova, anzi nuovissima, ci sono due linee che fanno capolino in aeroporto: la 3 e la 5. Se come noi, dovete arrivare fino alla stazione di Valencia Nord e quindi fermarvi alla stazione xàtiva, prendete indifferentemente le due linee, corsa gratuita per chi ha la Valencia card. Il nostro hotel era praticamente in centro, su plaza de l’Ajuntament. Le nostre giornate valenziane sono cominciate in questo punto… le piazza ha bellissimi palazzi intorno, tra cui il municipio. Quello che però colpiscono di più sono le boutique di fiori seminate ovunque sulla piazza. Fiori di ogni genere, con i loro colori e profumi, danno quel tocco in più di profondo romanticismo.

Dalla piazza per raggiungere la ciutat de les Arts y les Ciències di Calatrava è molto semplice: salite sul bus 35 in viale del Marquès de Sotelo e in soli 10 minuti circa sarete li. Che dire di Calatrava? Sublime! Realizzato sul letto del vecchio fiume Turia, prosciugato, la città delle arti e scienza dà alla città scorci mozzafiato. Il bianco candido delle sue architetture in perfetto equilibrio con l’azzurro delle piscine realizzate intorno… forme flessuose e curvilinee che sfidano letteralmente la gravità. Abbiamo amato queste opere più per la loro bellezza che per il loro contenuto e funzione. Ogni settore ha un suo utilizzo: l’emisferico, l’agorà, il museo delle scienze, l’opera e il giardino botanico. Noi abbiamo deciso di visitarne solo due: emisferico e il museo della scienza. Abbiamo fatto il biglietto cumulativo con l’oceanografico e con la card di Valencia abbiamo avuto uno sconto del 15%. All’emisferico vengono proiettati alcuni film, quindi badate bene all’ora dello spettacolo e all’elenco delle lingue in cui vengono trasmessi. Il museo delle scienze è un museo interattivo particolarmente consigliato anche per i più piccoli. Noi abbiamo passato diverse ore al suo interno, affascinati soprattutto dalla storia dell’antropologia e dall’astronomia.
Al di là del maestoso ponte di Calatrava, si trova l’imperdibile oceanografico. Bellissima esperienza da fare con i bambini, ma bellissimo lo e stato anche per noi… amiamo gli acquari, gli oceanografici e tutto quello che racconta la vita sottomarina! Il fascino del movimento ondeggiante delle meduse, i colori sgargianti della barriera corallina dell’oceano Indiano, la goffissima camminata dei pinguini, la simpatia dai leoni marini… e poi la cosa più bella i delfini! Ci sono degli spettacoli, con orari stabiliti, quindi quando siete li, lasciate il vostro percorso all’interno delle vasche e andate al delfinario per lo spettacolo, per poi ritornate al punto dove avevate lasciato la vostra magica visita.
Se avete voglia di ritornare indietro a piedi il consiglio è quello di percorrere il letto del Turia dove oggi c’è un parco. Anche se la passeggiata e un pò lunghina, passerà in fretta, tra viali alberati, parchi divertimento, e bellissime viste dei ponti, che una volta sovrastavano il fiume, fino all’antica porta d ingresso della città, la torres de serrans.
L’altra sorpresa di Valencia? È la città del Santo Graal! Viene conservato gelosamente della cripta della cattedrale, nel centro storico… bhè! Se volete vederlo, basta pagare il biglietto d’ingresso (scontato con la card). La guida narra che fu portato dello stesso San Pietro a Roma e poi portato in Spagna dal diacono di papa Sisto II, Lorenzo, il futuro San Lorenzo. Leggenda o verità? In ogni caso la visita del Graal è d’obbligo a Valencia, come lo è la visita della cattedrale. Meravigliosa sia al suo interno che all’esterno, dove si mescolano tre stili architettonici ben visibili: il romanico, il gotico e il barocco.  Bellissima è la vista dalla torre della cattedrale. La fatica degli innumerevoli scalini a chiocciola, sono ripagate dalla vista dell’alto dei tetti della città.
Valencia è riccamente invasa da bellissimi palazzi storici, cominciando dalla lonja de la seta. L’ingresso è gratuito con la card e sicurante è un must imperdibile. Usato per attività mercantile delle stoffe, racconta il glorioso passato della città, come punto di commercio fondamentale per tutto il territorio. I suoi decori in pietra fanno della struttura un piccolo castello, formato da un patio, la suntuosa sala delle colonne tortili e la sala del consolato.
Il centro storico di Valencia è un susseguirsi piccole piazzette, vicoletti nascosti e colorati murales; è tutto così avvolgente, la musica dei suoi artisti di strada, il calore della gente, la bellezza delle dimore private. Abbiamo trovato stupefacente il museo nazionale della ceramica Gonzàlez Marti e il palazzo del Marquese de Dos Aguas, che lo ospita. Straordinarie sono le ceramiche conservate, ma lo sono ancora di più le stanze del palazzo stesso finemente decorate e ornate.

Dove mangiare

• Il mercato centrale, plaza de la Ciutat de Bruges: si trova davanti alla lonja de la seta. Impossibile non notarlo. Struttura in ferro in stile modernista, al suo interno viene venduto ogni prodotto alimentare tradizionale spagnolo: dai salumi ai formaggi, ai dolci alla frutta fresca. Non sarà la boqueria di Barcellona riccamente decorata, ma fateci un salto, ne sarete coltiti dai suoi profumi.

• Haus, carrer de Navellos 10: ottimo per chi, come noi, vuole godersi la serata con una buona paella. Noi abbiamo preso quella valenciana. È ottima la scelta anche delle tapas. Vicino alla cattedrale quindi anche facile da trovare

• Arrocerìa la Valenciana, Juristars 12: molti sono i ristoranti che offrono sconti con il possesso della Valencia card. Noi abbiamo scelto questo, trovandolo super affollato la prima sera quando siamo andati, senza trovare posto e ritornati la seconda sera. Il nostro consiglio? Provate!