Attraversare tutto il Marocco da Marrakech fino al Sahara è molto faticoso e stressante, stando tante ore, anzi troppe, fermi in macchina. Ci sono ben 9 ore di cammino e vi assicuriamo che non c’è un autostrada, come da noi in Italia, a portarvici. Si attraversa tutto l’Alto Atlas, la catena montuosa più alta del Marocco, che divide il paese in due, per poi riscendere verso il deserto percorrendo strade che sembrano infinite, tutte dritte e desolate, fino ad arrivare a Erg Chebbi: le porte del Sahara. (Vi racconteremo in apposito post cosa abbiamo fatto e cosa è successo in questo tragitto).
Il nostro consiglio importante: cercate di spezzare il viaggio con una notte in qualche hotel o riad, nei villaggi che si trovano lungo il percorso, come abbiamo fatto noi.
L’ultimo villaggio prima del Sahara è Merzouga; un piccolo centro abitato dai berberi, i famosissimi nomadi del deserto. Parlando con alcuni di loro, ci hanno fatto capire come sia importante vivere in un posto così e di come non possono fare a meno di alzarsi tutte le mattine senza riempirsi gli occhi alla vista delle dune del Sahara. Il deserto per tutti loro è pura terapia.
E che dire del deserto appena lo vediamo? È un emozione che non si può raccontare, non riuscivamo a spiegarci il motivo di tanta emozione e impazienza di vederlo, ma appena arrivati, ai nostri occhi è apparso in tutta la sua magnificenza: è magico.
I tour che si organizzano per l’escursione nel deserto sono tanti, sia da organizzare al momento appena arrivati a Merzouga, sia da organizzare a Marrakech oppure prima di partire. Sul web ne trovate tantissimi.
L’escursione parte sempre nel pomeriggio, davanti agli hotel ai piedi delle dune. I cammellieri, per lo più giovani ragazzi berberi e proprietari dei dromedari, organizzano il tutto, accompagnandoti fino al campo tendato, per poi passarci la notte.
Quello che ti chiedono prima di partire è di portare solo lo stretto necessario, in piccoli zainetti: quindi acqua, medicine e qualcosa per coprirsi la notte (tipo felpe di pile, per l’escursione termica del deserto nelle ore notturne), lasciando tutto il resto in hotel. Importante non dimenticate un foulard da mettere in testa per ripararvi dal sole o eventualmente dalle tempeste di sabbia, e gli occhiali, ma soprattutto la vostra macchina fotografica, per immortalare questi momenti unici e irripetibili.
La camminata dei dromedari è molto lenta, fino ad arrivare al campo tendato ci vogliono circa due o tre ore, facendo però anche delle soste, sia per far riposare gli animali sia per noi, facendoci divertire come bambini da una piccola duna all’altra, a piedi nudi e sentire la sabbia soffice sotto i nostri piedi, ammirando il tramonto.
Si arriva al campo al crepuscolo. Ci danno il benvenuto altri ragazzi, rigorosamente con una buona tazza di the alla menta, dove hanno accuratamente acceso il fuoco e preparato la cena a base di verdure e carni bianche. Il nostro gruppo era composto da ragazzi cinesi e molti francesi, noi eravamo gli unici italiani, e parlando con un berbero ci ha spiegato la triste verità di come purtroppo i nostri connazionali siano sempre di meno a visitare questo bellissimo paese.
Il campo è formato da due zone: da una parte c’è un area per cenare all’aperto, e dall’altra parte un’altra area comune per passare la serata, con al centro il fuoco e vari tappeti e divanetti, e lungo tutto il perimetro le varie tende per passarci la notte.
La nostra notte nel cuore del Sahara trascorre tra la compagnia del fuoco, tra le musiche dalla comunità berbera, il battito dei tamburi e la vista di un infinità stelle. Stare a pancia in su distesi sulla soffice sabbia ad ammirare le stelle nell’oscurità marocchina, è stata l’esperienza più bella della nostra vita, un ricordo che non dimenticheremo mai.
La sveglia la mattina è praticamente prima dell’alba, tra le 5:30-6:00… E viaaa, di nuovo fuori ad arrampicarci sulla duna più alta ad ammirare l’alba.
Dopo colazione, siamo ripartiti in sella ai nostri dromedari, prima di incappare nel caldo soffocante, ripercorrendo i vari sali e scendi delle dune dorate del deserto e ritornando al nostro hotel, per una veloce doccia, per poi proseguire il viaggio.
Che dire di questa esperienza? È stata bellissima, tutti dovremmo provarla almeno una volta della vita, per esseri coccolati dal fruscio del vento silenzioso del deserto. Dopo ciò, ci siamo promessi di ripeterla, magari in un altro posto, magico come il Marocco. Oggi, con la cartina del mondo in mano, siamo alla ricerca nel nostro prossimo “travel dreams”, magari nella penisola Arabica!