Com’è stato il vecchio anno. Riflessioni di un anno semplicemente bello.

Nel silenzio della nostra casa, chiusa e sigillata senza poter neanche uscire dalla terrazza, agli esordi di questo 2020 rifletto su quello che è successo nel 2019. Si perché, molto spesso nei momenti difficili, affiorano nelle mente i vecchi ricordi: quelli belli, quelli dove ti senti libera, dove ti senti felice, dove ridi fino a crepapelle. È così che mi sono sentita nel mio 2019. È così che vorrei sentirmi nel 2020. Un anno partito già male, un anno in cui già ho dovuto superare dei piccoli ostacoli, piccoli dolori, dovuti al mio stato di salute, grazie a un intervento chirurgico. Ma l’importante è non abbattersi, mai. Pensare che fino a pochi giorni fa, sognavo i miei viaggi lontani, come il Perù, il Sud-Africa o l’Egitto; ora l’unica cosa che spero è rialzami in fretta, per ricominciare con la mia vita, fatta di lavoro, risate con le mie amiche e uscite spensierate con la persona più importante della mia vita, Andrea. E sicuramente ritornare a sognare i miei viaggi: a documentarmi, a organizzarli, a prenotarli.

Il 2020 però, pur arrivando zoppicando, mi porterà anche qualcosa di buono, lo so. Basta avere pazienza. Non passerà molto tempo, affinché mi rimetterà su un volo, verso una nuova destinazione. Sarò nuovamente in aeroporto, con il mio trolley, il mio zaino, la mia fotocamera e il mio compagno di viaggio inseparabile, con in mano un nuovo biglietto destinazione: THAILANDIA e SINGAPORE. Sarò nuovamente nella mia adorata Asia. Sarà un viaggio straordinario. Lo sento. Vedremo insieme un altro piccolissimo pezzettino di mondo e già mi sento meglio. Ma al nostro ritorno non ci fermeremo, saremo nuovamente catapultati su un altro volo, direzione Austria. È il terzo anno di fila che ritorniamo, dopo Salisburgo e Vienna, faremo un on-the-road lungo il Danubio, da Linz fino a Krems an der Donau. Ovviamente non mancheranno neanche i nostri viaggi verso le bellissime capitali europee e quest’anno toccherà a Copenaghen!

Successivamente ci sono nuovi progetti, ancora non del tutto realizzati e sviluppati, ma che ben presto prenderanno forma. Ma quali saranno le prossime destinazioni future? Andalusia, Emirati Arabi, Egitto, Sicilia… vedremo. Io farei tutto, ovviamente.

Ma ritorniamo al 2019. L’ultimo anno mi ha regalato uno dei viaggi più belli che potessi fare: Israele e Palestina. Ci sono voluti mesi per ammortizzare il colpo della prenotazione del viaggio. Mesi in cui ho pensato di disdire più volte, a causa delle vicende da quelle parti. In questa terra ho si, avvertito il conflitto tra due popolazioni, ho visto la ricchezza e la potenza da una parte, e la povertà e la miseria dall’altra. Ma è stato anche un viaggio che mi ha regalato mille sorrisi e pensieri su cui riflettere.

Sono passata da Tel Aviv, una città all’avanguardia, moderna e patinata, fatta di locali cool e lunghissime piste per fare sport, fino a Gerusalemme, la città eterna, perdendomi tra i suoi antichi  vicoli, pieni di bazar dall’odore forte di spezie orientali e spremute d’arancia e melograno. Ho vagato sulle orme di Gesù, percorrendo i suoi luoghi simbolo, ho ammirato il muro del pianto, ho visto i rituali della preghiera ebraica, salendo fino nel luogo più bello di Gerusalemme, la Spianata delle Moschee, dove mi sono emozionata. Ho attraversato il confine, fino in Palestina, vedendo le sue colline fatte di lacrime e sofferenza, e il muro innalzato dagli Israeliani per distinguersi dai Palestinesi. A pensare che non sapevo neanche che esistesse davvero. Ho fatto questo viaggio con la mente e il cuore aperto. È stato bellissimo ed emozionante.

Ho messo piede anche in Giordania. Che dire, è un luogo che ti lascia senza parole. Totalmente diverso dalla vicina, Israele. È stata la settimana più spensierata della mia vita. Ho riso giorno e notte, non c’era un momento in cui non ho riso. In Giordania ci lasci il cuore veramente, non vorresti più tornare. L’ho attraversata tutta, da nord a sud. Ho visitato Amman, la capitale, ho camminato sulle strade dell’antica Jerash, sono andata verso est, verso il deserto, verso l’Iraq, visitando castelli insabbiati, ho galleggiato sul mar Morto, ho ammirato una delle sette meraviglie al mondo, Petra, di inestimabile bellezza, ho dormito nuovamente nel deserto, nel Wadi Rum, ballando sotto le stelle musica araba fino allo sfinimento, e poi ancora giù fino a immergermi nel candido azzurro del mar Rosso.

La Giordania ha dei luoghi unici, ma ancor di più lo sono le persone che ci vivono, tanto ospitali e accoglienti. Ho fatto nuove amicizie: abbiamo scherzato, giocato e sorriso dalla mattina fino a tarda notte, pur condividendo solo pochi giorni insieme. Amicizie a cui devi dire addio, o un timido arrivederci, pur sapendo dentro di te che non sarà così, alla fine di un viaggio ipnotico e stupefacente, in un luogo dove lasci la tua anima.

Sono anche ritornata in Austria. Dopo un viaggio a Salisburgo nel 2018, finalmente mi sono decisa di vedere la sua capitale, Vienna.
Vienna è esattamente come me l’aspettavo. Regale, estremamente elegante. Tutto è al suo posto, tutto è in ordine. Ha dei luoghi di un fascino unico. Il Kunsthistorisches Museum, l’Albertina, sono musei di straordinaria bellezza, come i suoi palazzi reali: l’Hofburg, il Belvedere, il grandissimo Schönbrunn, che conservano tesori inestimabili. A Vienna ho amato, ho amato la sua arte e i suoi capolavori. Vienna è la città perfetta per chi ama l’arte come me.

Ho attraversato il confine austriaco fino in Slovacchia, a Bratislava. Basta un ora di treno, per essere catapultati in un’altra dimensione. Basta un ora per vedere la diversità tra est e ovest d’Europa. Bratislava è estremamente carina. Qui niente è in ordine, tutto sembra lasciato al caso. È una città dall’ aria giovane e rilassata e basta pochissimo per visitarla.

Ho visto Berlino, ed è stata una vera scoperta. Ho sempre rimandato questo viaggio, pensando non fosse granché, ma non so il motivo, quasi tutti gli anni finisco per ritornare in Germania. Invece Berlino è estremamente frizzante, giovanile, moderna. Dopo le vicende della 2° guerra mondiale, della guerra fredda, della DDR e la caduta del muro, è diventata una città dinamica e all’avanguardia.

Sono ritornata in Francia, questa volta a Bordeaux. Ho fatto il giro in una piccola Parigi, tra bistrot e calici di vino, in un clima rilassato. Mi sono spinta fino alla costa, per scalare la Dune du Pilat, la duna più alta d’Europa. Dall’alto della duna ho visto uno dei panorami più belli che avessi potuto vedere, tutto l’oceano sconfinato, che si infrange sulla costa. È stata un esperienza unica, e anche solo questa vale tutto il viaggio.

Mi sono anche spostata verso l’Europa dell’est, visitando un pezzetto di Romania. Ho visitato Bucarest, la megalopoli della Romania. È paragonabile alle più grandi città d’Europa, per traffico, caos e smog. Mi sono spinta verso nord, fino a Sinaia, visitando il castello di Peles, arrivando alle porte della Transilavania, dal castello di Bran “il castello del conte Dracula”, alla graziosa città di Brasov. La Romania è stupefacente e sicuramente torneremo, per visitare l’intera regione.

Sono ritornata in Puglia, a non perdermi altri tesori che queste terra offre: le grotte di Castellana, Polignano a Mare, Alberobello, Locorotondo. Ho riattraversato la costiera Amalfitana, una delle vie panoramiche più belle al mondo, da Vietri sul Mare fino a Positano, senza dimenticare Ravello, Maiori e Minori. Sono stata a Maratea, osservando da un solo punto tre regioni in un colpo: Campania, Basilicata e Calabria. E poi giù, verso sud, lungo tutte le coste della mia Calabria, fino a Scilla.

È stato un anno strepitoso, questo 2019. E sempre con il sorriso, guardo avanti verso un nuovo anno, spero ricco di nuove avventure e viaggi.