Staremmo ore e ore a raccontare storie affascinanti e mistiche, sul nostro viaggio in Marocco e su Marrakech. Su quello che ci ha trasmesso, sulle emozioni che ci portiamo nel cuore. Marrakech è un tripudio di colori, di suoni, di odori e di mormorii, per tutti i sensi, che una volta visti, uditi e inspirati rimangono impressi nel cuore e nella mente. A solo poche ore di volo dall’Italia, Marrakech è la città ideale per un solo weekend, assaporando una cultura totalmente diversa dalla nostra.
Marrakech è quella tipologia di città dalla quale devi farti trasportare, senza se, senza mah, una città in cui bisogna metterti a nudo di fronte a essa e lasciarti travolgere. Travolgente è la sua gente, sfavillanti i colori della sua medina, chiassose le sue strade. Dopo un giorno di frastuono per assimilazione di tutto ciò, ci siamo innamorati di questa terra con la promessa di un nuovo possibile viaggio.

ARRIVARE A mARRAKECH

Non è possibile pensare a un viaggio a Marrakech, come “costoso”. Oramai molti sono i voli low-cost che ci atterrano. Per entrare nel paese non occorre alcun tipo di visto, solo esclusivamente il vostro passaporto. I controlli doganali sono molto rapidi (al contrario all’uscita del paese), e subito sarete benvenuti in Marocco! L’aeroporto di Marrakech è nuovissimo e leggevamo proprio che, è uno tra i più belli al mondo.

Appena usciti dall’aeroporto, ci sono tre modi per arrivare in centro: il bus, il taxi collettivo o semplicemente il taxi. Noi tra le tre opzioni abbiamo scelto il taxi, semplicemente per questioni di pigrizia, visto la levataccia fatta la mattina per prendere l’aereo. Ricordate di prendere quelli color senape, dovrebbero essere quelli ufficiali. Il tassista chiede 20 euro per arrivare fino alla piazza Jamaa el Fna, ma se avete le forze e la pazienza di contrattare, abbasseranno il prezzo. Noi dopo un po’ di contrattazione ci ritrovammo in un taxi non perfettamente nuovo, tra le vie di Marrakech, storditi dalla vista e dal rumore del suo traffico e dei motorini, che ne fanno da padroni.

Passata la ville nouvelle, la moschea Koutoubia e la porta della medina, arrivammo fino alla piazza. Il nostro consiglio importante: non scegliete un riad o albergo all’interno della medina troppo distante dalla piazza, in quanto il vostro taxi non potrà mai arrivarci, e quindi la conseguenza sarà di trovarvi all’interno della medina con i vostri trolley a girovagare tra le sue vie molto strette, scomode e con tanti carretti e motorini che spassano di qua e di là, senza meta e sicuramente perdendovi. Noi leggendo questa cosa da qualche parte, abbiamo trovato un riad all’ interno di una piccola via a sud della piazza, senza camminare troppo.

Cosa fare a Marrakech

La nostra giornata a Marrakech inizia proprio da piazza Jamaa el Fna, la piazza più grande del nord d’Africa, circondata da moschee e un infinità di negozi. La mattina quando sarete li, la troverete particolarmente silenziosa, dove la gente ancora sta per organizzarsi sul da farsi delle prossime ore… solo a fine giornata capiremmo il perché.

Si estende a nord della piazza, l’intera medina della città. All’interno troverete il suo grandissimo souk. Bello, bellissimo, meraviglioso, non ci sono parole per descriverlo. Qui praticamente viene venduto di tutto: dai tappeti alle lanterne di vetro, da vestiti per cerimonia a essenze di tutti i tipi. Trovi ogni genere di artigiano, dallo scarpaio, al ricamatore di tessuti. E’ un mix di sensazioni, qualcosa che va al di fuori dell’immaginario collettivo europeo. Tutti che ti invitano nel loro negozio, tutti che voglio venderti qualcosa. Il nostro consiglio e quello di guardarsi un po’ intorno e mirare l’occhio su quello che davvero si vuole acquistare. Noi per una bellissima borsetta in ferro e pietre colorate abbiamo contrattato con l’ambulante per un’ora o forse più, fino ad arrivare all’accordo finale. Quindi mi raccomando: contrattate, contrattate e contrattare fino allo sfinimento (vi avverto, vi porteranno agli estremi fino a cedere, ma il bello del Marocco e anche questo, no?).
Cercate di memorizzare bene il percorso che avete fatto se non volete perdervi, cercate di arrivare fino a la moschea di Ibn Yusuf. Proprio qui vicino, troverete due punti di interesse: il Marrakech Museum e la madrasa di Ben Youssef, l’antica casa coranica della città e la più importante dell’Africa settentrionale. Che dire di quest’ultima? Siamo rimasti estasiati. Se Marrakech è una città super colorata, non poteva non esserlo la sua madrasa, con i suoi innumerevoli mosaici. Il prezzo d ingresso è irrisorio. Una volta entrati, fate più foto che potete, salite al piano superiore, osservatela da tutte le prospettive e godetevela a tempo lento (come il resto della città); è straordinaria.
All’uscita siamo rientrati nel souk, facendo un’altra strada nella speranza di ritornare nella piazza. Fidatevi: potete avere tutte le mappe del mondo, navigatori e quant’altro ma comunque in ogni caso vi perderete e solo allora sarà bellissimo ritrovare la via di ritorno.
Dalla piazza abbiamo percorso il viale, piene di carrozze, fino ad arrivare alla moschea Koutoubia, la più importante della città. Purtroppo l’ingresso nelle moschee ai non musulmani, non è consentito, quindi dopo aver ammirato il suo minareto, siamo saliti su un taxi che ci ha condotto in uno dei luoghi più visitati della città: i jardin majorelle, nel quartiere ville nouvelle.
La villa fu creata dal pittore Jacques Majorelle negli anni venti e poi acquistata da Yves Saint Laurent. Siamo stati accolti all’interno di questa villa da un vialone di bambù, innumerevoli sono le specie di piante soprattutto di cactus e piante grasse provenienti da parti diverse del mondo. È una sorta di giardino dell’eden, con animali, stagni e tanta vegetazione. Forte è il contrasto tra il verde delle piante con la villa privata in blu e giallo, oggi sede di un museo d’arte berbera, che non ha nulla in stile arabo, ma comunque bella da vedere.
Tutte le giornate a Marrakech si concludono all’interno della piazza Jamaa el Fna. Se di giorno la piazza è silenziosa e dormiente, la notte fiorisce in tutto il suo splendore. Si trova di tutto: banchetti allestiti per la cena all’aperto, venditori ambulanti di ogni cosa, dalle tajine all’olio d’argan, carri per la vendita di spremute, incantatori di serpenti, gruppi di musicanti, tatuatrici di henné. Tutto così chiassoso, ma che diventa magia. La vista migliore a tutto ciò è da tante terrazze affacciate sulla piazza. Noi siamo saliti sul le grand balcon du café glacier al tramonto, con un indimenticabile vista della via e della piazza tinte dal rosso del sole al tramonto.
L’altra zona di Marrakech da vedere è il quartiere di kasbah e mellah, quartiere ebraico della città, situato a sud della medina. Ci siamo immersi nella bellezza del Palais de la Bahia, grandissima residenza di sultani. È un palazzo enorme, costituito da più cortili quadrangolari e lussureggianti stanze comunicanti, pienamente decorarti con soffitti in legno e mosaici.
La scoperta del quartiere continua verso le tombe dei Saaditi. Realizzate dal sultano saadita Ahmed el-Mansour ed-Dahbi, per valorizzare la gloria del suo potere, e murate dai suoi successori e poi riscoperte all’inizio del novecento. Si entra da una stretta via, per ritrovarsi in un piazzale costituito da una serie di semplici tombe, e a lato situate le tombe più prestigiose, tra cui la sala delle dodici colonne, tutte finemente decorate.
Terza tappa è stata il palazzo al Badi. Immensa è la metratura del palazzo, oggi però diventato rovina. La cosa più bella sono però le cicogne stabilite sulle terrazze.

NB: Marrakech è una città che ti apre il cuore e la mente, una città che bisogna accoglierla a braccia aperte e solo in questo caso può regalarti tutta la sua magia, come lo è tutto il resto del Marocco. Ma quella è un’altra storia, ancora tutta da raccontare…!