Quelle piccole perle della Calabria che forse non conosci, ma che sono lì ad aspettarti ed a sorprenderti quando qualcuno decide di visitarle: Pizzo Calabro è una di queste.  Quando si pensa alla Calabria e alle sue bellezze, non si può non ricordare il forte legame con la Magna Grecia e Pizzo non lo è da meno, in quanto si pensa sia stata fondata da Nepeto, anche se non ci sono notizie certe. Sicuramente l’evoluzione della storia di Pizzo va avanti, dal medioevo, fino all’epoca degli Aragonesi e fino ai Borboni e Gioacchino Murat.
Pizzo piccolo borgo medievale adagiato su uno sperone roccioso, bagnato dalle acque cristalline del mar Tirreno, nel golfo di Sant’Eufemia, si trova in provincia di Vibo Valentia.
Arrivare a Pizzo è davvero facile: a 25 km dall’ aeroporto di Lamezia Terme e servita da una stazione ferroviaria. Per chi arriva in macchina, dall’autostrada A2 c’è l’uscita Pizzo Calabro. Impossibile sbagliare.

Meta ambita soprattutto per l’estate, affollata di turisti, sono centinaia gli alloggi per ospitarli: dai B&B, gli hotel di super lusso. Ma grazie al suo clima sempre mite, è ottima da visitare anche in primavera, dove il timido sole ti riscalda sulla pelle e la brezza del mare che ti scompiglia i capelli. Lontani dalle folla dei turisti, si può godere le piccole meraviglie storiche del borgo e degustando ottimi piatti a base di pesce oppure ottimi gelati… sì perché Pizzo ha il primato come città del gelato!

Qui la tradizione del gelato è amata e sentita. Pizzo è la mamma del tartufo, la famosa pallina di gelato alla nocciola, modellata rigorosamente a mano, con un cuore di cioccolato fuso e ricoperta da cacao amaro; è il primo gelato europeo a marchio IGP. Ma oggi oltre alla ricetta tradizionale, ci sono tantissime varianti: dalla vaniglia a quelli al pistacchio, avrete l’imbarazzo della scelta. Ma dove andare a mangiarlo? Eterna è la lotta tra le varie gelaterie del paese, sono in tante, le più conosciute si trovano all’interno della piazza principale. Da buoni calabresi, dopo tanti assaggi, secondo i nostri gusti il più buono è quello della gelateria Enrico, è davvero super, super, super buonissimo! Da provare.
Cominciate la visita di Pizzo dalle piazza principale: piazza della Repubblica, è il cuore del centro storico. È una piazza molto grande che da un lato diventa un balcone sul mare, dove ammirare i tramonti sul Tirreno e magari, essendo fortunati, intravedere l’isola di Stromboli. Sempre dallo stesso lato è eretto il castello, invece dall’altro lato si snodano le vie per il centro storico. Perdetevi tra i suoi piccoli e stretti vicoli, su e giù per il borgo, scorgendo il mare sullo sfondo, o facendo un po’ di shopping tra i piccoli negozietti di prodotti tipici.
Il monumento simbolo di Pizzo è il castello Aragonese, rinominato castello Murat.

Costruzione a pianta quadrangolare, il castello aveva un uso militare. La prima costruzione era una torre d’avvistamento da parte degli Angioini per la difesa dei centri abitati costieri, ma fu successivamente Ferdinando I D’Aragona a costruire l’intero complesso.

Ma la storia del castello è legata a una figura molto importante per la storia, Gioacchino Murat e alle vicende della sua fucilazione. Generale dell’esercito napoleonico e marito della sorella, fu nominato dallo stesso Napoleone come Re di Napoli. Dopo la seconda caduta di Napoleone, Murat su imprigionato dai Borboni nel castello e fucilato il 13 ottobre del 1815.

“Mirate al petto… non al viso”

Queste furono le parole del valoroso generale, prima di morire. Visitare il castello significa rivivere questi ultimi frammenti di vita di Murat: i sotterranei con le celle dove viene riprodotta la sua prigionia, nella sala superiore viene riprodotto il suo processo e il muro della fucilazione.
Il suo corpo è sepolto nella chiesa Matrice di San Giorgio nel centro storico anch’essa da visitare, edificata nella seconda metà del 500 e poi gravemente danneggiata da vari terremoti e ricostruita più volte.

Le foto più belle di Pizzo vengono fatte dal suo lungomare, dove, dalla spiaggia, alzando gli occhi, si può ammirare tutta la bellezza del centro storico. Tanti sono le navette che d’estate vanno su e giù tra il lungo mare e il centro.

 La migliore visita di Pizzo

La chicca da non perdere assolutamente: la chiesetta di Piedigrotta.

Si trova lontana dal centro, in località La Madonnella. La chiesa si trova praticamente sulla spiaggia. Più che chiesa è una sorta di grotta scavata nella pietra. Semplicissima all’esterno, ma di incantevole bellezza al suo interno.

La chiesa è legata a una leggenda: quella di alcuni naufraghi di un veliero, che si salvarono arrivando fino a riva. Ma il mare portò a riva altro: il quadro della Madonna di Piedigrotta, che era conservato nella cabina del loro capitano. Cosi i naufraghi, decisero di scavare una piccola grotta sulla spiaggia e posizionare il quadro. Altri furono le tempeste marine che portavano l’acqua fino alla grotta, ma il quadro rimase sempre li. Più che verità è tradizione popolare.
La storia racconta invece che fu un artista locale, Angelo Barone a iniziare a realizzare e decorare la grotta, poi continuata dal figlio Alfonso e restaurata dal nipote Giorgio Barone negli anni 40, dopo alcuni atti vandalici.
La chiesa è costituita da un ambiente centrale con volta decorata e due spazi laterali, costituite da statue in pietra, rappresentanti la vita e la storia di Gesù insieme ad altre scene sacre.

La bellezza di Piedigrotta è straordinaria e unica nel suo genere, diventando uno dei siti più visitati della Calabria. Non esiste un’altra opera uguale… e nell’era dei social e degli hashtag ne creeremmo uno come appello… #piedrigrottasitodellunesco!!!