Ci ostiniamo sempre a visitare la Germania, non sappiamo il perché, e ogni volta non ne rimaniamo entusiasti. Ma volevamo dargli un’altra possibilità, un ennesima possibilità… come potevo non visitare la sua capitale? E allora Berlino fu…!
Si parte, senza aspettative e senza speranze di trovare qualcosa di bello. Ma sono proprio questi i ricordi più belli dei nostri viaggi: arrivare e rimanere sorpresi. Berlino ci ha catturati, ci ha ammaliato, ci ha fatto sentire a casa. Ogni luogo che visitiamo ci trasmette qualcosa, ma pochi sono i posti che sentiamo sulla pelle… Londra, Gerusalemme, Lisbona, Tokyo e ora anche Berlino ha fatto la sua parte.

Berlino non è la classica bella capitale europea. A Berlino si va per conoscere da vicino, per toccare con mano, gli avvenimenti dell’ultimo secolo, percepire la tragedia della guerra mondiale, sentire il dolore e l’oppressione della guerra fredda, toccare la sua cicatrice più profonda e oscena, il suo famoso muro. Esplorare una città che fino a pochissimo tempo fa era divisa, una città che viveva due realtà separate. Come due fiori attaccati sullo stesso stelo: uno che sbocciava a ovest e uno che appassiva ad est. Abbiamo visto video, foto, gigantografie di una Berlino distrutta, interamente bombardata, rasa al suolo e arresa alla fine della guerra. Foto di ragazzi degli anni settanta felici nella Berlino ovest, e altre foto di quel famoso 9 novembre del 1989, tutti riuniti davanti al muro in attesa che qualcuno lo facesse crollare, e lì, puoi immaginare le loro emozioni, il loro fermento, i loro battiti del cuore, magari in attesa di riabbracciare un loro caro, che viveva a est o a ovest. Berlino è tutto questo ma anche di più.

Berlino ora è una città libera, libera nelle espressioni artistiche, libera dai vincoli sociali opprimenti, una città eccentrica e giovanile. I murales, i ragazzi che si divertono, gli artisti di strada, i fiumi di birra; Berlino è innovativa, è moderna, è al passo con i tempi. È straordinaria e unica.
L’abbiamo visitata in tre giorni, ma ne meritava molti di più. Non abbiamo visto tutto, ma con buona forza di volontà, migliaia di passi da fare e piedi doloranti, si riesce a vedere moltissime cose.

Siamo atterrati a Berlino Tegel, l’aeroporto più vicino al centro, ma peggio collegato, rispetto all’aeroporto di Schonefeld, che nonostante sia più lontano, è servito dalla metro. Tegel si trova a nord ovest rispetto alla città, appena sopra il quartiere di Charlottenburg. Per questo motivo abbiamo deciso di pernottare in questo quartiere, facilmente raggiungibile con i bus dall’aeroporto, al Smart Stay hotel Berlin City. Solitamente non consigliamo mai dove alloggiare, ma ci piace menzionarlo in quanto ci siamo trovati bene e ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. Ovviamente il quartiere non è centralissimo, ma Berlino ha una fittissima rete metropolitana, quindi in pochi minuti sarete subito in centro.

Giorno 1: Charlottenburg, Friedrichshain e Kreuzberg.

Il nostro tour è iniziato proprio dai quartieri meno centrali di Berlino, come Charlottenburg. Era il quartiere migliore della Berlino ovest, un quartiere ancora oggi tranquillo e silenzioso. La visita non poteva che cominciare dal castello da cui prende il nome del quartiere. Costruito agli inizi del ‘700, è in perfetto stile barocco e rococò. Fu gravemente danneggiato dopo i bombardamenti della guerra bellica, tanto che avevano pensato di raderlo al suolo, ma dopo un attenta ricostruzione, il castello ha resistito negli anni. Quello che ci rimase come ricordo più bello è la stanza delle ceramiche e il suo meraviglioso giardino. Non sarà Schonbrunn a Vienna, o Versailles a Parigi, ma comunque è una visita molto piacevole.

Da un quartiere elegante e raffinato come Charlottenburg siamo saltati sul primo treno fino all’ex Berlino est, a Friedrichshain, curiosi di vedere quello che è rimasto del muro che separava in due la città. Simbolo indiscusso della Berlino del ‘900, oggi ne rimane poco, ma ne è bastato per renderlo un opera d’arte. La East-side-gallery è la collezione di graffiti realizzati sul muro, raccontando attraverso slogan politici e visioni artistiche, quello che è stato dopo la caduta del muro.

L’altro monumento simbolo di questa zona è l’Oberbaumbrücke, il ponte rosso, un simbolo, insieme al muro, di separazione tra l’est e l’ovest nella Berlino di un tempo.
Friedrichshain non è altro un anticipazione di quello che è il quartiere di Kreuzberg: quartieri dall’anima punk e giovanile, pieni di studenti in ogni angolo. Kreuzberg durante la divisione faceva parte della Berlino ovest, anche se era semplicemente una zona di confine, una zona emarginata e povera, forse la più povera in assoluto. Merito degli affitti molto bassi, la zona si popolò di numerosi studenti e stranieri, tanto da prendere il nome di piccola Istanbul. Infatti qui a Kreuzberg puoi venire e provare diverse cucine internazionali: da quella turca, a quella araba, a quella orientale. Noi provammo quella vietnamita, ma senza successo.
Giorno 2: Potsdamer platz, Pariser platz, Reichstag.
Il nostro secondo giorno, davvero intenso, cominciò da Potsdamer platz. Completamente rasa al suolo durante la seconda guerra mondiale, oggi è un tripudio di architettura modernissima e futuristica, insieme al suo grandioso Sony-center, dove ogni sera si può assistere a uno spettacolo di luci e colori all’interno della sua cupola.

Proprio vicino a Potsdamer platz, si trova uno dei musei più belli della città: la Gemäldegaleria. Dopo esserci riempiti gli occhi di capolavori di artisti come Vermeer, Hals e Rubens, ci siamo diretti verso il check-point Charlie, il famoso posto di blocco tra le due Berlino. È semplicemente una ricostruzione di quello che rappresentava, oggi un luogo affollatissimo e molto turistico. Ma se si prosegue, qui vicino si trova la Topografia del terrore, un’esposizione di foto e documenti sulla Germania del terzo Reich, la cosiddetta politica del terrore. La curiosità di questo luogo è che l’edificio fu eretto direttamente su quello che era il comando generale della SS. Nel cortile dell’edificio invece è ancora conservato e visibile un pezzo di muro.

Nel pomeriggio ci siamo diretti a Pariser platz, nonché la piazza dove è collocata l’icona della Berlino di oggi, ed ex porta della città, la porta di Bradenburgo. Durante il periodo della divisione la porta faceva parte della Berlino est e il muro si trovava appena fuori la porta e la piazza. Al lato della piazza hanno costruito il monumento alle vittime ebree, il memoriale dell’Olocausto: una distesa di stele grigie in cemento, rappresenta il senso di smarrimento che ha portato lo sterminio egli ebrei.

Dall’altro lato della porta di Bradenburgo invece, si trova il Parlamento tedesco, il Reichstag. È stata la visita più bella di tutto il tour di Berlino. Per poter entrare, gratuitamente, bisogna prenotare la visita in anticipo, tramite il sito ufficiale. Basta scegliere la terza opzione dei tour proposti, quella che indica la visita della cupola, indicando ovviamente anche l’ora della visita. Muniti di documenti e conferma di prenotazione, vi faranno salire sul terrazzo del parlamento, dove è posizionata la cupola in vetro. Da qui si gode di una vista spettacolare di tutta Berlino, soprattutto se decidete, come abbiamo fatto noi, di venire al tramonto, salendo sempre più in alto, su una pedana posizionata lungo il perimetro della cupola.

Giorno 3: Alexander platz, Museumsinsel, Gendarmenmarkt.

Il nostro ultimo giorno a Berlino si concluse nel Mitte, il centro. Siamo partiti da Alexander platz, la piazza principale della Berlino est, considerata una delle piazze meno belle di tutta Europa. In effetti se si guarda attentamente si scorgono ancora i palazzi eretti della vecchia DDR, in stile sovietico. Sovrasta la piazza un enorme torre della televisione, visitabile fino in cima.

Da qui si può raggiungere la famosa isola dei musei. Un isolotto formato lungo la Sprea, il fiume che attraversa Berlino, dove si trovano il duomo, con il suo cupolone verde e ben 5 musei: l’Altes museum, il Neues museum, l’Alte nationalgalerie, il Bode museum e il Pergamonmuseum. Ovviamente è impossibile visitali tutti, ma se siete degli amanti dell’arte e dell’archeologia non potete perdervene almeno due: il Pergamonmuseum, dov’è conservato la altare di Pergamo, purtroppo oggi chiuso per restauro, ma che comunque conserva pezzi antichi altrettanto straordinari, come la porta di Ishtar di Babilonia e la porta del mercato di Mileto; il Neues museum dov’è conservata il busto della donna più bella del mondo antico, il busto di Nefertiti. Queste visite ci hanno tenuto più di mezza giornata impegnati, quindi, nel pomeriggio abbiamo raggiunto la Gendarmenmarkt, la piazza più raffinata della città e dove avviene il mercatino tradizionale di natale.

Da lì ci siamo diretti verso l’ultima tappa di questo viaggio, la Kaiser-Wilhelm-Gedaaachtniskirche. Era una chiesa protestante edificata alla fine dell’800, e distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Non fu mai demolita, anche se ne è rimasto ben poco, in quanto fu lasciata come testimonianza dei bombardamenti, tanto da ribattezzarla la chiesa della memoria.

Ma quindi Berlino com’ è?

Per noi strepitosa. Non bastano tre giorni per esplorarla interamente. Berlino ha tante sfaccettature: può essere triste e grigia agli occhi di alcuni viaggiatori, ma un esplosione di colori e innovazione ad altri. Sicuramente, nonostante il suo recente passato storico, è una città che guarda sempre più verso il futuro.