Tra le cose che più ci avevano preoccupato sul nostro viaggio tra Israele e Giordania, era l’attraversamento tra i due paesi.
Più volte ci siamo chiesti se era il caso di vedere i paesi in un’unica “missione”, oppure fare due viaggi separati. Ci siamo sempre scoraggiati, rimandando più volte questo viaggio tanto amato e sognato. Il problema era solo uno: volevamo visitarli insieme, perché sarebbe stato ingiusto escludere la visita di Gerusalemme da una parte, o quella di Petra dell’altra. È come chiedere a un bambino se vuoi più bene a mamma o a papà, la stessa cosa valeva per noi, non si può decidere di scegliere se vedere Gerusalemme in Israele, o ammirare Petra in Giordania… no no no! Bisognava vederle insieme, quindi avevamo bisogno di un piano per riuscirci.

Ci siamo fatti coraggio, grazie alla nostra testardaggine (soprattutto da parte di Francesca) e dopo aver prenotato i voli, ci siamo documentati come attraversare i due paesi.

Era tutto abbastanza semplice: attraversare il confine a nord, sul fiume Giordano (Jordan-river-terminal) o a sud, ad Eilat (wadi-araba-Aqaba-bridge), vicino il mar Rosso. Questi due posti sono i confini ufficiali dei due paesi. Ma la nostra difficoltà era che, ci trovavamo a Gerusalemme, quindi distante dai due confini, il che significava sacrificare una mezza giornata del viaggio in un bus per molte ore, finché ci portasse a destinazione. Quindi avevamo bisogno di un scorciatoia. Ed esiste. Questa si chiama Allenby Bridge. A circa un’ora o poco più da Gerusalemme.

Ma sorge un altro dubbio: Allenby Bridge si trova in Palestina, non è ufficialmente in Israele, quindi ufficialmente non è un confine di stato , considerandolo semplicemente un check-point. Un posto che all’apparenza potrebbe essere un punto di transito solo per israeliani, palestinesi e giordani, escludendo ogni tipo di turista.

Grazie all’esperienza e ai consigli della nostra espertissima guida giordana, Fuad Tarawneh, siamo riusciti ad attraversarlo.
Tre cose da sapere prima di pensare di attraversare Allenby-bridge.
1. Non si può attraversare il check-point in autonomia, con un auto a noleggio. Praticamente se hai affittato un auto in Israele non ci puoi andare in Giordania via Allenby. Bisogna arrivarci con i mezzi pubblici.

2. Ad Allenby-bridge non mettono timbri sul passaporto. E sì, grazie al cielo. Pensando che all’ingresso in Giordania ci mettessero il timbro con la scritta “Allenby bridge”, quindi avrebbe attestato il fatto che avevamo messo piede in Israele. Quando siete al controllo passaporti nella zona di Israele vi daranno il talloncino rosa di uscita dal paese, uguale a quello azzurro di entrata che vi hanno dato in aeroporto. Al controllo passaporti nella zona giordana invece il timbro sarà apportato su un latro foglio ancora, ma non sul passaporto (se volete andare in Iran o altri posti arabi successivamente siete a posto).

3. A differenza delle altre due frontiere ufficiali, qui bisogna essere muniti già da casa del visto di ingresso per la Giordania. E allora come fare, se nel 99% dei casi il visto viene sempre chiesto e pagato in aeroporto? Basta fare il Jordan-Pass. È semplicemente una pass turistico, da fare direttamente da internet sul sito ufficiale (vedi qui), al costo di circa 80 dinari giordani (100 euro), che vi esonerà del visto di ingresso, ma vi permetterà anche di visitare tutti i siti di maggiore interesse della Giordania, compresa Petra (solo il biglietto di Petra singolarmente costa circa 50 euro). Quindi basta avere quello, stampato su foglio, e passare. Ed è qui che viene apposto il timbro. Purtroppo abbiamo visto un gruppetto di americani, che dopo aver fatto la trafila di tutti i controlli e mezza giornata persa, gli è stato negato l’ingresso in Giordania per non aver fatto il Jordan-pass, quindi presumibilmente rispediti in Israele e Palestina.

Queste tre cose sono fondamentali, ricordatele sempre.
Come arrivare ad Allenby-bridge da Gerusalemme.
Quando ci trovavamo a Gerusalemme ci siamo informati al centro informazioni turistiche come arrivare al confine, spiegandoci che ci sarebbe stato solo un modo per farlo, ma abbiamo letto su internet che c’è anche un’altra opzione.
La prima, quella letta su internet, è che esiste un bus pubblico israeliano che parte dalla stazione centrale, al costo di 20 shekel. In 40 minuti sarete al confine, o quasi, lasciandovi in mezzo al nulla, quindi per arrivare all’ufficio controlli dovrete prendere un taxi (che vi costerà almeno 50 shekel).

La seconda, quella fatta da noi, e consigliataci dal centro turistico, è prendere un mini-bus palestinese, con partenza dalla porta di Damasco. Proprio in questo luogo, c’è un’autostazione gestita dai palestinesi, dove partono tutti i bus per la Palestina, e di cui c’eravamo stati già il giorno prima per andare a Betlemme. Bene, una volta arrivati li, chiedete agli autisti, dicendo esplicitamente che volete andare al check-point Allenby, facendovi dare le indicazioni. Questo mini-bus non è un bus di linea, quindi non ha una corsia da dove partire. Gli autisti ci dissero di uscire dall’autostazione e di entrare in una sorta di parcheggio privato lì accanto, dicendoci inoltre che era un mini-bus bianco e giallo, con la scritta Allenby. Con un po’ di fortuna, il nostro bus stava arrivando proprio in quel momento, e l’austista vedendoci un po’ spaesati, ci segnalò a gesti, il punto dove salire. Quando arrivate all’autostazione chiedete dai palestinesi, sono bravissimi e molto disponibili.

Vi chiederanno per il viaggio, circa 40 shekel più 5 shekel per ogni valigia. Noi eravamo gli unici turisti, all’interno di un mini-bus nuovissimo, insieme a 7-8 signori palestinesi, o forse israeliani. Siamo partiti presto, intorno alle 7.00 del mattino, e in meno di un’ora siamo arrivati al primo punto per il controllo passaporti. L’unico intoppo che abbiamo avuto è stato quello di aspettare molto a questo primo controllo, non capendo bene cosa stesse succedendo, ma l’autista ci rassicurò dicendoci che semplicemente dovevamo aspettare il nostro turno. Dopo circa 40 minuti di attesa e fatto il controllo passaporti siamo ripartiti con il nostro bus, fino al check-point vero e proprio, dove ci hanno dato il talloncino rosa di uscita del paese, pagando una tassa di exit fee, di circa 180 shekel! Molto più costosa rispetto alle altre due frontiere. Potete pagare sia con carta di credito che in contanti, noi sapendolo prima ci siamo portati i contanti dietro.
Abbiamo letto su internet che ci sarebbero stati dei controlli scrupolosi per uscire dal paese, invece con noi non è successo nulla. Semplicemente abbiamo dato il nostri passaporti con i talloncini di entrata del paese, e subito c’è li hanno restituiti con quelli d’uscita. Niente di particolare.
Arrivare alla frontiera giordana.

Dopo tutta questa trafila, potete tirare un sospiro di sollievo! Siete in uscita dall’Israele (in Palestina per l’esattezza) e “quasi” entrati in Giordania! Ma fu quel “quasi” che ancora non ci convinse. Subito dopo il controllo passaporti e usciti dall’edificio, sarete nuovamente sotto una pensilina ad aspettare un nuovo bus, che vi porterà al controllo passaporti in Giordania. Il bus ha un costo di 8 dinari giordani, quindi prima di entrare nel paese ricordatevi di munirvi della loro moneta. Noi sapendolo abbiamo fatto il cambio a Gerusalemme. Con un viaggio di circa 10 minuti o forse meno siamo arrivati hai controlli. Molto più rilassante era il clima che si respirava in Giordania rispetto all’Israele. Dopo l’apposito timbro sul Jordan pass e un sorriso smagliante da parte delle autorità giordane, potete dirvi finalmente: “benvenuti in Giordania”!

Dall’Israele alla Giordania, passando per la terra che forse non è di nessuno o che forse la vogliono in molti, ma ancora questo non si è capito e forse non si capirà mai… ma ricordatevi: qui c’è un passaggio e si chiama Allenby-bridge!